Intolleranze alimentari e gonfiori addominali

Intolleranze alimentari e gonfiori addominali

Le intolleranze alimentari spesso provocano gonfiori addominali ma non solo.

Cosa sono le intolleranze alimentari

Esiste una certa confusione di termini, ad esempio, tra “intolleranza al lattosio” (intolleranza causata da una mancanza di enzimi, simili a forbici, che tagliano lo zucchero lattosio e lo rendono “digeribile”) ed una “reazione alle proteine del latte” che impropriamente viene chiamata “intolleranza”.

Lo chiarisco meglio con un esempio sul latte: se ogni qual volta che assumi latte cominci ad avvertire gonfiori addominali, mal di pancia, diarrea ed hai effettuato il breath test, che è risultato positivo, allora sei “intollerante” al lattosio, lo zucchero, contenuto nel latte.

Attenzione perché anche biscotti, merendine, affettati ed alcuni farmaci che utilizzano eccipienti, contengono il lattosio.

In questo caso potrai assumere, ad esempio, il latte delattosato, quello con bassissimo contenuto di lattosio (contiene circa 0,1 grammi di lattosio per 100 ml di latte).

Se hai effettuato il dosaggio delle IgE specifiche, oppure il test cutaneo (prick test) per le proteine del latte, e sono risultati positivi allora sei allergica alle proteine latte ma non al lattosio.

Dovrai eliminare il latte dalla tua dieta assieme ai formaggi, i dolci e i gelati, non sarà necessario togliere gli alimenti che contengono lattosio perché non è una proteina ma uno zucchero.

In questo caso il latte delattosato contiene le proteine del latte, e dunque, non potrai assumerlo.

Intolleranze alimentari, gonfiori addominali ed infiammazione

Se hai una intolleranza nei confronti di un alimento, ed ogni volta che lo mangi hai gonfiori addominali o altri sintomi associati, stai sviluppando da parecchi anni una reazione infiammatoria dovuta al cibo che assumi.

L’infiammazione di questo tipo può essere definita silente o di basso grado.

Per studiare questi fenomeni infiammatori è possibile misurare il livello di sostanze pro infiammatorie prodotte dal tuo organismo, chiamate citochine.

Potrebbe essere utile anche una valutazione delle immunoglobuline G dosabili nel sangue, IgG.

Differenza tra intolleranze alimentari ed allergie alimentari

L’intolleranza è favorita dallo stato di infiammazione di basso grado stimolata da un certo alimento.

È una reazione lenta, determinata dall’intervento di elementi pro infiammatori come le citochine, insorge dopo ore o giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare (o di contatto con altre sostanze presenti negli alimenti assunti: pesticidi, additivi alimentari …)

L’allergia è normalmente una risposta immediata, che compare nel giro di pochi minuti, più raramente entro qualche ora, dal contatto con la sostanza incriminata e implica l’intervento delle Immunoglobuline E (IgE) e di altre cellule specializzate.

Sintomi delle intolleranze alimentari

I sintomi delle intolleranze alimentari non si limitano ai gonfiori addominali, ma possono coinvolgere anche altri apparati del tuo corpo, ed hanno in comune la stessa causa infiammatoria.

Sintomi gastrointestinali

Al primo posto inserisco i sintomi gastrointestinali, perché sono quelli che probabilmente anche tu colleghi per primi, ad una intolleranza alimentare:

  • Gonfiori addominali
  • Meteorismo
  • Eruttazioni
  • Diarrea
  • Nausea
  • Reflusso gastroesofageo
  • Sindrome del colon irritabile
  • Pesantezza
  • Malattie infiammatorie intestinali: morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa

Sintomi uro-genitali

Vista la vicinanza dell’intestino alle vie urinarie ed al sistema riproduttivo, risulta abbastanza immediata la correlazione con alcuni sintomi, ad esempio le cistiti, ma non solo:

  • Candidosi
  • Cistiti in cui non sembra esserci alcun batterio responsabile
  • Mestruazioni abbondanti o dolorose o irregolari

Sintomi cutanei

Questi sintomi, quando ne parlo con le mie pazienti, non vengono associati così facilmente ad una intolleranza alimentare:

  • Eczema
  • Eruzioni cutanee
  • Dermatiti
  • Acne
  • Psoriasi
  • Ritenzione idrica

Sintomi sistema nervoso

Questi sintomi sono spesso poco correlati con una intolleranza alimentare, in quanto si pensa che l’intestino sia completamente distaccato dal cervello, ma sempre maggiori evidenze scientifiche sottolineano come l’intestino possa considerarsi come il nostro secondo cervello

  • Cefalea
  • Stanchezza
  • Difficoltà di concentrazione
  • Affaticamento
  • Sonnolenza
  • Sbalzi nel tono dell’umore

Sintomi muscolari e articolari

Questi sono alcuni sintomi che possono scatenare le intolleranze alimentari:

  • Artrite reumatoide, probabilmente favorita dalla permeabilità intestinale che si crea con una alimentazione sbagliata
  • Dolori articolari, una alimentazione ricca in carboidrati raffinati e zuccheri porta ad innalzare l’insulina che a sua volta stimola la produzione di sostanze pro infiammatorie che, senza entrare nel dettaglio del meccanismo, porta anche ad un aumento del dolore percepito

Molto spesso le mie le mie pazienti si stupiscono quando avvertono dei miglioramenti a livello muscolare o articolare con un cambio di alimentazione. Questo implica che da parecchi anni mangiavano male ma non se ne rendevano conto!

Considerato che ci sono parecchi articoli scientifici, si potrebbe anche azzardare l’ipotesi che un disturbo che presenta una componente infiammatoria cronica, ma di cui non si riesce a comprendere l’origine, dovrebbe far pensare anche ad una infiammazione di basso grado causata dal cibo ingurgitato negli anni.

Cause delle intolleranze alimentari

Gli episodi di intolleranza alimentare sono spesso dovuti ad un fenomeno di accumulo causato dagli alimenti, infatti pensa da quanti mesi, anni o decenni mangi male.

È come se il tuo corpo accumulasse silenziosamente questi stimoli infiammatori, con effetti non immediatamente evidenti sul tuo organismo.

Poi ad un certo punto, arriva la famosa goccia che fa traboccare il vaso, e questi stimoli infiammatori esplodono e scatenano una parte dei sintomi che ti ho appena elencato.

Come riportato, in caso di intolleranze alimentari, la produzione di sostanze pro infiammatorie è stimolata dal contatto con certi alimenti.

Questa produzione di sostanze pro infiammatorie porterà alla comparsa dei sintomi. Per quanto riguarda le vere cause, invece dobbiamo risalire a tutte le condizioni che possono alterare la funzionalità e l’equilibrio del tuo intestino.

Ti sarai accorta che gira e rigira si arriva sempre alla salute intestinale!

Ecco una serie di condizioni che potrebbero determinare il lancio di segnali di pericolo per il tuo corpo, che poi risponde con una alterazione difensiva ed infiammatoria dell’intero organismo.

  • Enteriti, diarree e gastroenteriti
  • Intolleranze alimentari non trattate
  • Alterazioni della flora batterica intestinale che può portare a disbiosi, permeabilità intestinale
  • Micosi intestinali e candida
  • Alcune infezioni virali
  • Carica allergenica elevata e persistente nell’ambiente
  • Terapie con farmaci cortisonici prolungate nel tempo
  • Terapie antibiotiche prolungate o intense
  • Gravi stress emotivi, questi portano alla produzione da parte del tuo corpo di cortisolo
  • Uso prolungato di farmaci antinfiammatori
  • Uso prolungato di farmaci antireflusso (inibitori di pompa o protettori gastrici necessari per alcune patologie)

Valutazione delle intolleranze alimentari

Di fronte ad un possibile fenomeno di infiammazione silente, che porta a sviluppare intolleranze alimentari e gonfiori addominali, è importante prima di tutto confermare tale ipotesi.

La prima considerazione che faccio a tutte le mie pazienti è che l’evidenza di una infiammazione da cibo può essere definita sul piano clinico, per la presenza di sintomi e disturbi specifici.

In seconda battuta può essere aiutata dalla valutazione delle sostanze pro infiammatorie e le immunoglobuline G presenti in questi casi nel tuo organismo e dosabili nel sangue.

Conclusioni

Ecco alcuni suggerimenti generali su come affrontare le intolleranze alimentari ed i gonfiori addominali che le accompagnano.

  • Utilizzare frutta o verdura cruda, questo permette di introdurre enzimi che aiutano a digerire meglio.
  • Impostare un piano nutrizionale che escluda inizialmente alcuni alimenti, per poi gradualmente reintrodurli e recuperare così la tolleranza alimentare verso gli alimenti che hanno stimolato l’infiammazione da cibo.
  • Affiancare alcuni integratori ad azione antinfiammatoria: curcuma fitosomica, omega 3 estratti a temperatura di 42°C
  • Affiancare alcuni probiotici, che permettano una migliore funzionalità del tuo microbiota intestinale, con ceppi e dosaggi che facilitino il recupero della tolleranza alimentare.

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Buona nutrizione a tutte!

Edoardo

 

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